Tolo tolo… tolo un film?

Chi l’ha detto che il cinema è solo esclusivamente quello degli Oscar, dei Donatello, dei grandi registi e piagnistei? Attenzione! Non voglio sminuire nulla! Il cinema è soprattutto questo! Ma il cinema è anche e Soprattutto (aggiungo per fortuna)… COMUNICAZIONE!

Voglio dire che dove c’è una storia, che quando questa storia arriva, c’è COMUNICAZIONE e dunque c’è cinema.

Da sempre è stato così. Pensiamo ad esempio ai primi film del cinema muto: niente suoni, niente colonna sonora, nessuna parola, nessun effetto speciale… eppure quel film piaceva! E piaceva eccome. Si perché in qualche modo, attraverso immagini, espressioni, mimica facciale e bravura degli attori, riusciva a comunicare, riusciva a raccontare una storia!

E oggi che siamo abituati a parlare di cinema in un senso più ampio, inglobando nella stessa categoria capolavori e film spazzatura, siamo più attenti, più minuziosi nella scelta, più critici e anche più pretenziosi! E facciamo bene!

Ma quello di cui oggi voglio parlare è un film che non merita di sicuro l’Oscar, che non ha strappato lacrime a nessuno, che non ha stravolto i canoni di una classicità sacra e non ha pretese. Un film che nonostante tutto questo è degno di essere chiamato film per il semplice fatto che comunica. E questo film è “Tolo Tolo“.

Non voglio fare spoiler né tanto mano parlare del personaggio, attore, regista, produttore e tuttofare di Checco Zalone, e non voglio entrare nel merito della sua credibilità o meno, ma il suo ultimo film secondo il mio giudizio merita!

E merita perché comunica tutto quello che deve comunicare e che ha in serbo di comunicare! Nulla è tralasciato! Anzi, con un velo di comicità, la sua classica, demenziale e populista comicità, ci racconta la storia del nostro paese alle prese con il problema degli immigrati.

Delinea tutti i profili, dai buonisti ai leghisti, da chi vorrebbe alzare le frontiere, a chi invece vorrebbe più aiuto ma non li terrebbe in Italia. E lo fa senza schierarsi, senza offese o pretese, senza schieramenti politici o sociali alcuni. Lo fa ponendo il problema un Non problema!

Non pone nessuno al di fuori da questa problematica scelta, neppure i bambini! Tutti dobbiamo decidere da che parte stare, tutti, pure i più piccoli perché in loro risiede il nostro futuro!

Perché in fondo in fondo è questo quello che il cinema è chiamato molte volte a fare: raccontarci una storia da molteplici punti di vista, per lo spettatore che vuole sorridere ma anche riflettere, per uno spettatore profondo ma anche superficiale che vuole ora rivedersi nello schermo e ora distaccarsene e prendere una sua posizione!

Il film fa tutto questo!

E voi…che ne pensate?