Occhi grandi verso il cielo sognando una nuova vita al di là del limite, la mia! E intanto che aerei sorvolavano ad un passo dal mio naso, io stavo lì, immobile a guardare. Scie di panna e zucchero addolcivano quel cielo che mi ingabbiava qui, dietro a delle sbarre di ferro, da cui vedevo un mondo nuovo a quadretti! E sognandolo, lo vedevo davvero!
Chiudevo gli occhi e mi immaginavo ora con una valigetta a girare per le vie di Parigi, ora con dei libri sotto braccio a implorare i passanti di Milano per qualche spicciolo… ora con una bicicletta per le vie di Barcellona o chissà dove in Olanda a inebriarmi del profumo di freschi tulipani.
Immaginavo le vite degli altri e la vita che un giorno, chissà sarebbe stata anche la mia: senza certezze, senza false speranze, senza pretese, ma libera… la mia sarebbe stata una vita libera! Senza barriere a imprigionare il mio sguardo dentro dei quadretti di metallo!
Avrei guardato il cielo con occhi pieni, spazianti nell’azzurro… avrei viaggiato per paesi e mari, avrei cambiato rotta mille volte e sarei tornato a casa a raccontare a mamma e papà cosa ci aspettava nel mondo nuovo, in Europa… avrei raccontato strane storie bizzarre di uomini in giacca e cravatta che raccontano la loro vita davanti a un caffè, o storie di innamorati sotto il cielo di una fredda Berlino. Chissà… chissà le storie che avrei potuto raccontare!
Ma oggi sono volato più in alto, ancora più alto dei miei sogni. Oggi sono volato in cielo e qui ci rimango! Un viaggio di sola andata!

Non temere per me mamma, il freddo ha assopito il dolore di un corpo troppo gracile per sopportarlo. Non temere per me papà, non sarò mai il tuo eroe, quello che ce l’ha fatta, ma io ci ho provato! Ho provato a dare forma al mio mondo, quello che ho immaginato di vedere per tutta la vita dietro a fili di metallo!
Nessuna barriera adesso, nessun limite che mi separa dal mondo! Ora, solo ora, sono davvero libero!
A te, piccolo eroe… Ani Guibahi Laurent Barthélémy
