Cosa ci spinge a guardare un film? Anzi… cosa prima ancora ci spinge a sceglierlo? A scegliere proprio quel film?
È una domanda che mi pongo spesso quando mi ritrovo davanti alle mille piattaforme che ho a disposizione con altrettanti mille film e tutte le volte sfogliando la lista con fermezza dico: ” questo si, questo no”.

Ma è pura intuizione o c’è qualcosa di più profondo che ci spinge a premere play per un film piuttosto che per un altro?
Beh proverò a dire la mia!
Io ho un rapporto particolare con i film: ci sono film che rivedrei cento volte, altri che ho visto e ho già archiviato come se non li avessi mai visti, altri che mi tormentano per giorni come se quelle storie le avessi vissute io in prima persona, altri che seppur riconosco come eccellenze, mi stanno sullo stomaco!
Con molti film metto un muro, solo per puro pregiudizio e poi magari diventano un amuleto da custodire nello scrigno di beni immateriali che ripropongo ai miei amici… con molti altri vado a spada tratta come se fossi io lo sceneggiatore! Ma la linea imprescindibile che mi porta verso una scelta piuttosto che un’altra è il mio ruolo da spettatore!
Mi spiego meglio!
Se fossi disinteressata a guardare un film qualsiasi, come per fruire di un prodotto mediale qualsiasi, allora sceglierei in base alla copertina, in base al titolo che mi appare più o meno appetibile (e molte volte ammetto che mi lascio influenzare), in base al cast stellare o ai premi e candidature agli Oscar… forse lo sceglierei facendo una cernita per genere e poi per trama! Ho un’idea ben precisa di quello che preferisco!

Ma quando scelgo di guardare un film, a prescindere da tutti questi fattori e lo guardo fino in fondo e lo faccio mio, è grazie al mio ruolo di spettatore consapevole.
Un tipo di spettatore smaliziato da quello che è la mera finzione cinematografica, ma comunque coinvolto! Attivo fino al punto di perdersi nella trama e pronto a direzionarsi secondo il volere della storia! È questa che veicola l’empatia di uno spettatore consapevole! È la storia che ad un certo punto si stacca dallo schermo e prende parte della tua vita, che ti inchioda sul divano e ti trattiene a guardare quei fotogrammi!
Allora una scelta fatta per caso, per intuizione può rivelarsi la chiave di lettura non per uno spettatore qualsiasi, ma per quello spettatore che sceglie di vivere quella storia insieme al prodotto filmico, contemporaneamente ai personaggi, sullo stesso piano emozionale!

È il mio ruolo di spettatore, quello che scelgo di rivestire, che mi permette di fare delle scelte… scelte che alimentano due storie parallele, la mia e quella filmica e arricchiscono entrambi. Ogni particolare, ogni frase, ogni sguardo o emozione viene recepita in modo singolare da ciascuno di noi, perché ciascuno di noi è uno spettatore esigente di un qualcosa di diverso rispetto ad un altro!
Ecco perché spiegherei quella strana intuizione che mi guida verso un prodotto filmico rispetto ad un altro, come una sorta di “Serendipity”, di un caso fortuito che in realtà fortuito non è, ma che in qualche modo ti si presenta dinnanzi perché è di esso che hai bisogno!

Mi capita spesso, mi capita sempre! Di ogni film che scelgo, per ogni mio “questo si”, la sceneggiatura mi porta davanti un pezzetto della mia storia, che io spettatore consapevole ingerisco e mastico per molti e molti giorni e faccio mio, per molto altro tempo ancora!
Questo è il mio effetto Serendipity… quello che voglio dai film, quello che vorrei più spesso dalla vita!
