“Ti mangio con gli occhi”

La tesi di laurea per me non ha rappresentato solo un elaborato finale col quale porre fine ad un percorso e che vada come vada!

La tesi di laurea, pensavo, doveva rappresentarmi prima ancora che presentarmi. Quelle pagine avrebbero dovuto parlare di me e indirettamente degli autori a cui mi riferivo e non viceversa…

Così, dopo un incontro inaspettato nasce la mia tesi (laurea triennale) su tutto un studio della Sicilia, che parte proprio dalle tradizioni, dalla cultura popolare, da usanze e credenze che hanno reso questa Terra un diamante, un patrimonio!

E tra i tanti autori in cui mi sono imbattuta, ricordo con piacere Ferdinando Scianna, che ho avuto il piacere di conoscere personalmente e a cui ho spedito anche una copia della mia tesi! Non dimenticherò mai l’emozione del ricevere la sua risposta!

Scianna non è uno scrittore, non è un etnologo. Prima ancora Scianna è un fotografo! E attraverso questa forma di arte eterna, riesce a far vivere nella memoria emozionali percorsi di esperienze e piacere parlando di cibo, di cibo come cultura, di cibo come convivialità, come esperienza dello stare insieme nel tentativo di annullare il tempo e fermare quell’attimo per l’eternità.

Le sue immagini raccontano una storia, evocano suoni, portano in vita usanze: le nenie arabe, le “banniate” dei venditori ambulanti, dei panellari, il sugo fresco, l’odore della ricotta... Chi sfoglia quelle pagine ne avverte il profumo, gli odori espressi e quelli immaginati!

Già il titolo evoca uno forza sensoriale dello sguardo quando il cibo è passione, quando diventa famiglia, quando si imprime nella memoria e ti ricorda la voce di tua madre, il profumo dei suoi piatti, le gare di cannoli della nonna, l’odore di fritto che rimane sulla pelle!

I suoi scatti parlano di questo e non di cibo, ma di come esso diventa un mezzo per l’esperienza, per farne esperienza attraverso la memoria.

Un libro, un viaggio, un’esperienza! Consigliato a chiunque voglia esserne trasportato!

Lascia un commento