Scrivere… come fuliggine al vento!

Scrivere è per tutti, saper scrivere è per pochi, scrivere ideando una storia è davvero per pochissimi! Una storia, si, una storia che abbia un senso, che generi engagement e sia d’impatto, che susciti empatia e che sia memorabile, come lo slogan di una pubblicità… una storia che abbia un seguito, come un eco che non si vede ma echeggia anche in lontananza!

Per questo motivo, a mio parere, non tutti possiamo essere scrittori, narratori, blogger. Non tutti riusciamo ad entrare in empatia con chi legge le nostre storie, racconti, le nostre confessioni, non tutti insomma possiamo essere STORYTELLER!

Oh, finalmente l’ho detto!

L’appellativo Storyteller mi ha da sempre affascinata! E quando ho iniziato a studiare tutte le strategie comunicative per mettere a segno una buona campagna pubblicitaria, piuttosto che una tesi di laurea, ho davvero capito che un lavoro da storyteller servirebbe in questo mondo, dove tutti si credono narratori, scrittori, poeti e favolieri!

Non accetto questo mondo dove il senso di comunicazione arrivi solo da qualche squallida stories di Instagram o da un libro pubblicato da una che ha fatto un reality e che prima di allora non sapeva nemmeno scrivere (preciso che non l’avrà scritto nemmeno lei il libro, ma chi per lei)… (preciso anche che non è l’unica, PURTROPPO!).

Non accetto che lo storytelling si sia ridotto ad una mera vanità da social e che tutto il senso profondo della comunicazione, di una storia, sia volato come fuliggine al vento! Non accetto che le parole, quelle che riescono a penetrarti come l’inchiostro in un foglio immacolato, si siano adesso svuotate di significato e che siano solo segni, inutili, piccoli segni!

Io credo ancora nell’arte dello Storytelling, nella forza penetrante della comunicazione e nel senso salvifico delle parole! E che se la fuliggine voli al vento, rappresenti soltanto un fuoco che continua ad ardere da qualche parte, grazie alla forza fiammante delle parole.

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