I colori dell’Anima

Sapete cos'è l'amore? Quello vero?
Avete mai amato così profondamente da condannare voi stessi all'inferno per l'eternità?
Io l'ho fatto.

Non si può essere appassionati di arte e di cinema senza aver visto il capolavoro con protagonista il grande Andy Garcìa: I colori dell’Anima. Un appassionante viaggio dentro e con la vita di un artista maledetto: Modigliani, per tutti Modì.

La pellicola è uno sconfortante percorso di introspezione nell’Arte e con l’Arte, nel suo significato più misterioso e recondito. Non rivela mai la chiave di lettura o il punto di vista da intraprendere per la lettura e comprensione del testo filmico: è lo spettatore che deve scegliere con chi stare, chi condannare o giustificare, in questo palcoscenico di vite spezzate.

Un’elaborazione dell’Arte che supera l’arte stessa, arriva alla vita, la penetra!

Un intenso quanto struggente e dissacrante disfarsi dell’arte per aggrapparsi alla vita e disfarsi della vita per essere solo per l’Arte. Una dicotomia nella vita di Modì, che lo attraversa visceralmente in ogni suo gesto, in ogni sua pennellata, in ogni sua forma d’arte!

Un climax di tappe nella vita di un uomo fondamentalmente solo, ma mai solo: l’alcolismo, la tubercolosi, l’autodistruzione, la disperazione fino alla solitudine, fino alla morte.

In parallelo si snoda la storia di un Amore, A come Arte.

Un amore che chiede presenza e si alimenta dell’assenza, di un amore ossessivo e generoso, di un amore che si dona totalmente all’Altro fino all’inevitabile epilogo. Il senso profondo dell’amore ancora una volta deve fare i conti con l’Arte:

Quando conoscerò la tua anima, dipingerò i tuoi occhi.

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