LA RIVINCITA DEL MALE

Negli ultimi anni il cinema ha spostato la sua grande lente su una tipologia di prodotto mediale molto particolare: la serie tv. Tante, tantissime sono le serie tv e altrettante le piattaforme presenti oggi sul mercato.

Diventare fan è un attimo: Si inizia per curiosità con una puntata e si finisce dopo mesi o anni ad essere divoratori “seriali” nel senso letterale della parola. Ma se alcuni anni fa trovavamo serie tv più “morbide” come Modern family o Scrubs, Friends o Big Bang Theory, ultimamente invece si è spostata l’attenzione verso un genere molto più selettivo, anche da un punto di vista di profilazione del target.

Le figure classiche di eroi hanno ceduto il loro fascino ad eroi più anticonformisti, che sfidando il male, diventano essi stessi il male. Eroi anti-eroi, che sfidano il bene e lo snelliscono di quella finta ingenuità che molto spesso si cela dietro.

Pensiamo allo storico Dexter, che per ripulire il mondo dal marcio e dalla cattiveria umana, infligge esso stesso cattiveria su chi a sua volta l’ha commessa, ricadendo dunque nel gioco del cattivo. Un lucido criminale che architetta i suoi omicidi in maniera impeccabile, quasi come un chirurgo, senza lasciare spazio alcuno ai sentimenti o ripensamenti.

Drammi e mistery sono gli ingredienti dei nuovi Anti-eroi.

Pensiamo a Gomorra, alla figura soprattutto di Ciro l’Immortale e alla sua cangiante natura da camorrista; pensiamo all’immortale Trono di Spade, che dopo anni ancora rimbomba per gli intrecci del male e l’inganno, filo conduttore di 8 stagioni; allo stesso modo pensiamo ai più recenti Breaking bad, Black mirror, La casa di Carta, Narcos

Il bene è solo un’ombra per permettere al male di emergere in una prospettiva affascinante, quanto più sadica che distorce il confine labile che molte volte si genera nello stesso personaggio: oggi è un eroe, domani un criminale, un anti-eroe.

Se un tempo era impensabile restare ammaliati da figure così contrastanti e tetre, oggi invece sono proprio queste a rendere una serie, “la serie”. Non a caso ho citato serie che ad oggi rappresentano il top della serialità, soprattutto considerando questo aspetto.

Se è vero allora che il grande schermo cambia, si evolve sulla base dello spettatore… chi è oggi lo spettatore? Siamo tutti così troppo smaliziati da non desiderare di vedere il male, come se nella vita reale non bastasse già? E ancora… siamo spettatori in cerca di qualcosa, in cerca di identificarci in qualcuno, o forse in cerca di noi stessi, peccatori e ingenui anti-eroi della nostra real life?

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