Un sovversivo, un anarchico, un artista controcorrente, un ciarlatano, un rivoluzionario, uno sconosciuto che si cela dietro al mistero, uno street art, un attivista, un ribelle, il nuovo Batman dell’arte… è stato definito in mille modi, è stato etichettato con i più variopinti appellativi, lo si è criticato tanto e allo stesso modo apprezzato!
Lui è Banksy, l’artista senza tempo!

È l’artista contemporaneo più famoso al mondo, eppure non si conosce, non si sa nulla o poco di lui, non si lascia vedere.
È come se dipingesse nella notte, lontano da occhi indiscreti, nel buio della sua solitudine, a manifestare il suo senso di arte per i muri degli edifici di una pallida Londra. La sua Arte, però, è un’arte senza spazio, un’arte senza tempo, in grado si superare barriere e confini per farsi sentire!

La sua arte urla senza parlare, potremmo dire, un ossimoro dell’Arte che rende però il suo stile, unico e irripetibile al mondo!
E così si è fatto strada, l’artista che è nato dalla strada e che si alimenta della strada per mettere in campo gli orrori di una società, di una politica, di una corruzione che divampa, di un’ingenuità che non riesce a farsi strada appunto in un mondo sempre più tetro, che commercializza e rende vendibile ogni cosa.
Sarà questo suo senso di ribellione e profondo senso del dovere dell’arte di esprimersi solamente con il senso estetico, che l’ha resa riconoscibile finalmente come “stile concettuale”.
La sua Arte no! Non cede a tutto questo!
La sua arte non si vende e non si compra, la si ammira e basta!

