Imparare a riconoscere un’emozione

Intelligenza emotiva: la capacità di motivare se stessi, di persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, di controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione, di modulare i propri stati d’animo evitando che la sofferenza ci impedisca di pensare, di essere empatici e di sperare.

Se dovessi racchiudere il mio vissuto in un’emozione direi che è un’impresa molto articolata, perché io vivo di emozioni. Le mie scelte, le più giuste, sbagliate, immotivate, sensate, folli scelte, sono frutto di un’emozione, una specifica emozione che mi ha spinto a farne esperienza!

Attraversando parte della mia infanzia ritrovo però un’emozione costante che penso mi abbia condizionato in alcune tappe del mio percorso: la frustrazione! Questa emozione ha un suono sgradevole, quasi viscido, fastidioso; pensarmi con questa associazione mi rattrista, perché so che sono ben altro dall’essere una persona frustrata, ma con il senno di poi ho capito che certe emozioni, soprattutto spiacevoli, si annidano in cose semplici, che poi col tempo elaboriamo come piccoli traumi.

Alcuni episodi della mia gioventù mi hanno messa faccia a faccia con la frustrazione, mi hanno dato modo di conoscerla, intravederla, mi hanno permesso di riconoscere questa emozione come tale. Perché questo è l’esercizio necessario per andare oltre i propri blocchi. Un’emozione non può impedirci di vivere, non deve!

Tante e tante volte nella mia testa io avevo paura di non farcela e per raggirare il problema, dato da un senso di frustrazione che non riconoscevo, non provavo nemmeno a fare una cosa, per evitare il rischio del fallimento. La frustrazione si era in parte annidata in me, mi immobilizzava rispetto alle cose belle che avevo dinnanzi e non riuscivo ad andare oltre, a viverle appieno per la paura del fallimento.

Ho preteso troppo e subito da me! L’ho preteso, e sulla mia pelle ho fatto i conti con il mio senso di vuoto, con il mio senso di frustrazione che mi limitava, ostacolava tutti i progetti più belli, la mia creatività che intanto viaggiava lontana, libera da qualsiasi costrizione mentale.

Nel mio percorso di crescita e di lotta con questo demone, che mi ha tolto ma mi ha dato tanto, grazie al sapore della sconfitta, oggi sono una persona nuova! Adesso la riconosco, non è invisibile come un tempo, adesso riesco a percepirla.

Mi servo di essa per superare i miei limiti e rischiare e finora mi ha condotto alla vittoria. Adesso riesco a parlarne, riesco a intrevederne i contorni sfumati, riesco a scriverne, scrivere e basta! È stata questa la mia terapia! Ho dimostrato a me stessa e alle persone a me più vicine, che se voglio, posso!

Allora: <<grazie frustrazione, grazie perché con te sono cresciuta. Ti ho odiata, temuta e allontanata, ma è grazie a te che oggi so chi sono e cosa sono in grado di fare! Se adesso non ti dispiace, continuo per la mia strada… che di strada da percorrere, ancora ne ho>>.

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