R-esistere alla Resilienza per esistere!

Resilienza 2.0

In un‘epoca in cui ci si sente fragili e vulnerabili, in cui ci si sente eternamente guerrieri, chiamati a far fronte alle difficili e imprevedibili situazioni di vita che ci piombano addosso come grandine, e noi sprovvisti di ombrello, rimaniamo inermi… il termine RESILIENZA prende campo, diventa quasi una moda! Tutti ne parlano.

Ma cosa vuol dire davvero Resilienza? Come si impara ad essere resilienti?

Il termine resilienza pare tragga origine dall’universo metallurgico riferendosi alla particolare capacità di un metallo di resistere alla forze applicate. In psicologia, la resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, è la capacità di un sistema di adattarsi al cambiamento.

Per essere resilienti bisognerebbe non opporsi ai problemi della vita, ma accoglierli sopportandoli, affrontarli risolvendoli, sempre con una velata indulgenza; essere consapevoli del proprio coraggio e sfruttarlo come una vera arma, senza lamentarsi di fronte alle difficoltà, ma reagendo con sana veemenza.

Che se da un lato è un atteggiamento bellissimo, che tutti vorremmo avere, dall’altro sembra troppo inverosimile per essere all’altezza di un essere umano, impegnato molto spesso a far fronte alla propria fragilità.

Non esserlo, vuol dire essere fragili?

Se la parola Resilienza la analizziamo in termini di sinonimi e contrari, la resilienza è l’opposto del termine fragilità… fragilità…tà…à! Lo senti questo eco? Cos’è fragilità? La parola fragilità quasi ci spaventa! Noi non vogliamo essere esseri fragili, non possiamo!

Essere fragili vuol dire in qualche modo essere deboli e noi non possiamo permetterci di essere deboli. Quante volte lo abbiamo sentito dire? Quante altre volte lo abbiamo sentito ripetere?

La fragilità ci rende vulnerabili, malleabili, transitori; la fragilità ci annebbia il lume della ragione in tutti gli ambiti della vita: nella scuola, nel lavoro, nel rapporto con gli amici, con i colleghi, persino nel rapporto con i nostri cari. Se siamo fragili, le persone se ne approfittano! È questo quello che ci insegnano!

Viviamo nell’epoca degli eroi e dei supereroi, in un un’epoca in cui chi si mostra fragile è già in partenza un perdente, è un codardo nei confronti della vita, è un pavido, un vigliacco, un essere vile! In un’epoca di finti miti, non possiamo essere fragili.

Ecco che si fa posto la parola Resilienza: essere resilienti per vivere bene, per sorridere sempre, per gioire alla vita e alle cose che ci accadono intorno, belle o brutte che siano, reagire, reagire e basta! Non importa come, importa solo riuscirci! Non c’è spazio per le fragilità.

Ma riuscirci, mettendo in conto la fragilità è davvero da perdenti?

Resilire in latino vuol dire “saltare indietro, rimbalzare, ritornare di colpo”. Un passo indietro che racchiude, secondo me, l’essenza stessa della natura umana. Essere resilienti si, ma non a tutti i costi, non guadagnando la stima della nostra fragilità, che invece va conosciuta e riconosciuta, va vissuta e mai nascosta!

Non è una debolezza essere fragili, è solo riconoscersi come in un gioco di specchi. Quando ci guardiamo allo specchio, il nostro riflesso ci appare chiaro, non possiamo nasconderlo perché significherebbe nascondere per intero la nostra persona: una ruga, un brufolo, un capello fuori posto sono imperfezioni di un quadro che ci appare perfettamente in ordine se riconosciuto come imperfezione.

Non possiamo eliminare una ruga, possiamo riconoscerla e vederla in armonia con il nostro viso, magari con un po’ di trucco, magari con un sorriso di troppo, ma quella imperfezione fa parte di noi, del nostro vissuto. Esiste perché noi viviamo! È la vita!
Allora perché nascondere le nostre fragilità? Si può essere resilienti senza essere fragili?

Essere fragili per essere Resilienti

Se essere resilienti vuol dire dunque opporsi al mondo, resistere costantemente alla vita e ai suoi urti come in un’eterna guerra in trincea, allora non sempre bisogna essere resilienti.

A volte, alcune difficoltà necessitano l’abbandono, richiamano la nostra fragilità e il nostro stare nel mondo e nelle cose, per viverle pienamente e superarle consapevolmente!

La Resilienza non può e non deve rappresentare il nostro salto agli ostacoli, ma il percorso di corsa per raggiungere la staffa: guardando dritto, con concentrazione, non abbiamo già vinto, non ancora…possiamo cadere ma se lo teniamo in conto, se ne siamo davvero consapevoli, possiamo anche volare più in alto!

2 pensieri su “R-esistere alla Resilienza per esistere!”

Lascia un commento