Quando capita agli altri e lo senti raccontare, abbassi lo sguardo, sussurri mi dispiace e annuisci con l’espressione di chi anche questa volta l’ha scampata, di chi “grazie a Dio non è successo a me”.
Quando capita agli altri immagini di essere dentro un film o ad un libro o a chissà che, non ti fai domande perché non ti sfiora, non avverti quella sensazione di bruciore sulla pelle come se stessi camminando su bracieri ardenti. Quando capita agli altri non sai di essere fortunato, non lo sai… in quel momento pensi di metterti nei panni dell’altro, di capirlo, di comprenderlo ma la verità è che non sei l’altro.
La verità è che non è capitato a te.
E quando arriva il momento balordo in cui una vicenda più grande di te, ti piglia e ti scompiglia, ti travolge e strappa via la terraferma, tu proprio non riesci a starci! Sei sospesa in una realtà tra dolore e rabbia, a chiederti il perché, stavolta e stravolta, sia successo proprio a te! E quando questo accade ti ritrovi per un attimo nei panni dell’altro, di chi ti ascolta ma non sente, di chi ti guarda con gli occhi di chi non vede, di chi non ha la pelle sporca di ingiustizia!
Certe cose non capitano solo nei film, no.

Forse un giorno troverò la forza per parlarne, cercherò il modo per farlo, proverò a cercarlo pure in capo al mondo, per frantumare quel sasso che schiaccia il mio respiro ogni qual volta la mente torna lì.
E proverò a farlo ad alta voce perché non c’è vergogna quando la tua coscienza è acqua di sorgente! E le parole sono troppe e le parole sono poche, spesso sono vuote, gonfie di rancore… e non bastano, adesso non mi bastano! Tornerei a scriverle e reinventarle per urlare, per gridare la mia verità. Ma questo l’ho già fatto e qualcuno mi ha sentita, qualcuno ha aperto la mia prigione senza sbarre, senza essere fuggita!

Ok, bellissimo. Spacca!
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