Il buonumore non è un’opzione, ma una devozione!

Quando si parla di Covid, si cerca la soluzione a tutto, al lavoro, alle uscite, ai tamponi, agli spostamenti, alle visite familiari, ai permessi… ma io mi faccio sempre la stessa domanda: ma ai bambini…chi ci pensa?

In un momento particolarmente intriso di tensione come quello che stiamo attraversando, parlare di buonumore, molto spesso sembra solo retorica. Siamo più impegnati a preoccuparci del nostro futuro piuttosto che di vivere in modo sereno il presente, siamo impegnati a snodare tutte le perplessità relative alle teorie sul covid e tralasciamo i veri nodi e legami della nostra routine e vita.

Pensare ad altro, per non pensarci

Al giorno d’oggi e in un clima come quello attuale,  mantenere il sorriso può rivelarsi un’impresa particolarmente difficile. Ma se presi dalle faccende domestiche, dallo smartworking, dal workout per mantenerci in forma o al contrario da preparativi di pietanze e dolci, permettiamo quindi alla nostra mente ogni tanto di evadere… si, ma ai bambini… chi ci pensa?

Educare/educarci al buonumore

I genitori a casa e poi i maestri a scuola dovrebbero costruire percorsi adatti per i bambini per rimettere in  moto la macchina della felicità.

Sono già pieni di vita e di carica per loro natura, i bambini, ma a volte soffocati da contesti familiari in cui si respira aria pesante per via del lockdown e conseguenze e anche a scuola non si fa che parlare di compiti su compiti… come se la matematica o l’antologia fossero più importanti dell’imparare a coltivare il sorriso e il buonumore.

Stimolarli alla creatività, leggere loro storie di fantasia e positività, ascoltarli e ascoltarli ancora e con loro sorridere e ridere, costruire storie di fantasia e respirare aria pulita che sia di campagna o di mare… passare del tempo, del nostro tempo con loro, perché ad averne più bisogno forse non sono loro, ma noi adulti! Sono loro che nella semplicità di piccoli gesti e nella purezza dei loro sorrisi possono educarci alla costruzione della serenità e insegnarci che il buonumore non è un opzione, ma una devozione da conquistare e perseguire per la vita intera!

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