La La Land – autentica semplicità!

Mi piacciono le storie d’amore, mi piacciono i lieto fine non troppo scontati, quelli che ti lasciano di soppiatto e non hai il tempo di rendertene conto che già è finito. Mi piacciono le scene che ti toccano il cuore, quelle che ti prendono per mano e ti conducono al posto dei protagonisti, quelle che ti attraversano l’anima, sgretolando pezzetti di integrità in una sensibilità a volte troppo nascosta e per questo pronta ad esplodere.

Mi piacciono i musical, ma non troppo. E’ la melodia dei movimenti forse che più mi piace, rispetto all’idea di musical. Quel movimento sincrono tra due corpi che danzando restituiscono musicalità alla scena di un film, che restituiscono il significato più profondo in un modo ancora più tattile di come potrebbe fare la parola.

La la land, non lo avevo ancora visto e l’ho fatto.

Non mi ha particolarmente sconvolto la trama, la storia a tratti quasi ovvia, le sembianze con film sentimentali con toni a volte smielati e spregiudicati come Le pagine della nostra vita, Espiazione, Moulin Rouge… di un amore cioè incompleto nella sua completezza, che rimane a metà. Non mi ha nemmeno sconvolto la bravura di attori quali Ryan Gosling, l’eccellenza per me, in film altrettanto eccellenti come Drive, Stay-Nel labirinto della mente, Il caso Thomas Crawford, Lars e una ragazza tutta sua, Le Pagine della nostra vita, First Man e così via…

Quello che mi ha stupito è il fatto di una banale storia d’amore che non è piatta, o meglio nel suo potenziale piattume, prende quota proprio sul finale (NIENTE SPOILER).

E’ la delicatezza con cui viene trattata questa sensibile, eterna, fragile storia d’amore che torna a colpirmi, che mi scuote e mi affascina. E’ la semplicità di un lasciare a metà una cosa che forse meritava di essere chiusa o forse no! Chi lo sa!

Forse è questo che più mi piace e che vi invito a rintracciare nella vostra personale visione e opinione di un film che senza dubbio non merita l’Oscar, ma un plauso per un cast di tutto rispetto e una narrazione altrettanto lineare, senza pretese, che alla fine restituisce allo spettatore ciò che aveva in serbo la pellicola stessa: autentica semplicità, in uno sguardo finale, che disarma!

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