Non do mai dei giudizi così molesti e sfrontati su una serie o su un qualsiasi altro prodotto mediatico. Non lo faccio mai perché credo che a dispetto di quello che può essere il mio gusto personale, la mia obiezione, il mio occhio critico, dato sia da studi cinematografici che da una predisposizione e piacere, esiste la soggettività dello spettatore, che è quasi sempre prerogativa assoluta per il giudizio finale.
Ma guardando Bridgerton e leggendo “la serie n. 1 più vista di sempre”, mi sono chiesta: ma perché questo scempio? Cosa non ho capito io di questa serie? Eppure l’ho iniziata e seppur con fatica, l’ho vista anche finire.

Se dovessi dirvi brevemente di cosa parla questa serie, penso che una sola parola basterebbe a racchiudere in sè il pedante ritmo narrativo: ossessione. SI, ossessione è il termine più adeguato. Perché?
Senza cadere troppo in spoiler, la protagonista, una bellissima ragazza di nobile famiglia, fatto il suo debutto in società, inizia la sua brama per il matrimonio. E non è una mia impressione e basta: si pensi che solo 6 episodi circa, sono improntati proprio sulla spasmodica ricerca di marito! Che gira e rigira, per chi ha un leggero fiuto in queste trame, scorge subito come andrà a finire, eppure, la serie pare abbia la pretesa di svelarti qualcosa di nuovo. Così non è stato!
Dall’ossessione del matrimonio, si passa poi all’ossessione del sesso e poi ancora del figlio. E quando la storia si concentra come un disco rotto su sta triade, ininterrottamente, ad un certo punto pare discostarsi e si concentra su cosa?
Sull’indagare chi è la famosa scrittrice misteriosa che quotidianamente pubblica notizie, senza remore, sugli abitanti della città prendendo come bersaglio le famiglie aristocratiche. Una voce narrante onnisciente, come quella che ha reso la serie fanciullesca Gossip Girl, una delle serie più seguite. Anche la regina afro pare interessarsi ad un certo punto a questo personaggio fantasma, cercandone di svelare la vera identità.

Beh, che dire, mi ha lasciato l’amaro in bocca! Un royal Gossip Girl che scade però molto spesso nel banale, con un ritmo pedante e a sua volta anche gli intrecci narrativi scontati e ridondanti. L’unica cosa bella? Beh, il duca, OVVIO!
Buona visione, per chi ancora ha un briciolo di curiosità!
