Sapete cosa mi piace del cinema? Le belle storie! Si! Da piccola guardare un film era un po’ una tortura: stare ferma immobile per almeno due ore, fissando fotogrammi che si susseguivano per poi non averne nulla in cambio. Tempo sprecato, pensavo! E invece no, solo tempo guadagnato, ma non potevo saperlo allora!
Studiando cinematografia nei miei anni universitari, ho scoperto un mondo! E nel mondo ho scoperto il mio di mondo!
Nel cinema, la mia sensibilità trovava finalmente spazio, si riconosceva, prendeva forma e sembianze! Nel cinema le belle narrazioni erano un po’ pezzi della mia vita che altri avevano utilizzato per raccontarmi. Che egocentrica! Eppure un po’ è così: a chi non è mai capitato di rivedersi, rispecchiarsi in toto in un personaggio, in una storia raccontata, in una particolare vicenda? Il cinema ci racconta e non possiamo negarlo.
Ecco perché da allora non ho più smesso di alimentarmene. E’ come guardarsi allo specchio ogni giorno, con i diversi abbigliamenti, con i capelli acconciati oggi in un modo, domani in un altro, oggi con l’umore nero, domani magari con una mezzaluna sul viso.
Il cinema è questo: un riflesso di noi stessi! La narrazione più perfetta di ogni singola parte del nostro tessuto!
E se ho fatto tutta questa premessa è solo per mostrare la mia contentezza rispetto alla presunta uscita di una serie su “Il grande Gatsby” di Francis Scott Fitzgerald, in versione serie tv. Si, avete capito bene. Tanta roba!

L’adattamento di Luhrmann, regista del Moulin Rouge
Per chi ha letto il libro e ha visto il film, il meraviglioso capolavoro drammatico, frutto del maestoso adattamento di Baz Luhrmann, regista di tanti altri capolavori e che ha vinto 2 Premi Oscar, sa di cosa sto parlando. La storia de “Il grande Gatsby” è sostanzialmente quella di un uomo e di una donna che si amano. E fin qui, tutto pare ovvio!
Siamo negli anni Venti, in piena età del jazz e l’ambientazione così charleston dà senz’altro un tocco in più ad una trama, che per quanto potrebbe scadere nella banalità, non lo fa mai. Ci sono i ricchi, certo, con le loro ville sfarzose sulla costa d’oro di Long Island. C’è anche un’identità rubata, c’è un delitto, c’è un amore! C’è la tormentata vita di un uomo, tra solitudine e inquietudine, ma che cela un profondo animo nobile, più nobile del suo status sociale.

La pellicola degna di un cast stellare, con il grande Leonardo Di Caprio, Tobey Maguire, Carey Mulligan è un perfetto adattamento della prima versione, quella del 1974, sceneggiata da Coppola ma cinematograficamente poco consistente. Nel film del 2013 il linguaggio del cinema e quello della musica seguono perfettamente la trasformazione fisica del protagonista, dei costumi che indossa, dell’architettura che abita, degli straordinari eventi che ospita. Ma c’è di più, c’è anche un’anima, ora disperata ora in balia di sentimenti troppo forti, che restituisce sul più bello un finale da Moulin Rouge.
Rimarcando il tema dello sguardo, dell’essere voyeur ma al tempo stesso del guardare, il regista rimarca il carattere visivo del proprio operato, dello “spettacolo spettacolare”, la vera essenza del film stesso.

