Esiste un dopo a tutto questo…

Quando tutto questo finirà, non ho paura di restare sola, non ho paura di contagiarmi o di imbattermi in un altro chissà quale virus. Quando finirà probabilmente non avrò più nemmeno memoria delle parole assembramenti, lockdown o astrazeneca. Non saprò più quale dei tanti vaccini sia migliore e quale ha causato meno morti… resetteró tutto come sono solita fare quando il mio corpo per me e senza il mio permesso, genera una qualche forma di sofferenza

Quando finirà tutto questo, non avrò perso tempo e neppure energie, che intanto ho incanalato nella riscoperta di me. Non avrò lasciato amici, perché quelli veri restano; non avrò alimentato la mia solitudine, perché l’ho sperimentata fino alla fine e ora ne ho consapevolezza e non la temo.

Quando tutto questo finirà quello che più di tutto mi spaventa è il non avere l’immediata percezione di cosa sia normale, di quanto sia bello un sabato sera anche davanti una birra, senza vivere quell’occasione fortuita come chissà quale tipo di esperienza speciale.

sdr

Quando tutto questo finirà, mi spaventa non avere il controllo delle mie aspettative, troppo alte e pretenziose forse anche per una domenica pomeriggio alla ricerca del tempo perduto, come mi suggerisce Proust.

Quello che mi spaventa è il non avere più memoria di cosa è normale per me! Ecco, ho paura di dimenticare la normalità, quella spicciola e banale che vivevo prima di tutto questo, che scandiva parte delle mie giornate e che mi sembrava così ovvia da disprezzarla! Ma ora, quando ci penso, mi dico: non devo dimenticarmi di quanto era bello progettare un weekend fuori, guardare siti di voli e mettere nel carrello senza mai comprare, aspettando il momento giusto. Adesso non lo faccio più!

Quanto era bello non avere nulla di organizzato il sabato sera e improvvisare con gli amici un’uscita che chissà dove e come mi avrebbe poi regalato una normalità extra da rimpiazzare tra i ricordi incorniciati.

Mi dico… quanto era bello respirare salsedine a febbraio, tra una passeggiata e un’altra, regalarmi un pranzo fuori con vista mare e tanti sogni… quanto era bello! Era proprio bello la routine noiosa che ti restituiva l’attesa di un weekend modalità stand-by e in quell’attesa c’erano progetti, programmi, passioni e tempo per me. Un tempo che non abbondava mai e perciò era prezioso!

Questa è la normalità e io non devo per nulla al mondo dimenticarmene! Non fatelo neppure voi! C’è un dopo a tutto questo… c’è!

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