La mia isola, un viaggio nel cuore

La mia è un’anima viaggiatrice, amante della scoperta e curiosa di nuovi scorci da scoprire e custodire nel cuore. Ogni posto visitato mi regala sempre qualcosa: gli sguardi dei passanti, i loro sorrisi e la loro voglia di respirare a pieni polmoni tra quelle vie di bellezza miste a disincanto; i loro ampi cappelli svolazzanti e la tintarella che riflette il sole africano; gli abbracci di felicità e le mani che si intersecano tra compagni di vita e d’avventura.

Mi piace osservare non solo il posto in cui vado, ma chi quel posto lo rende ancora più vivo: la gente. E intanto che lo sguardo vaga e si poggia ora su Piazza Duomo a Cefalù, ora sui cornicioni pieni di rondini, un signore ti intrattiene con le sue storie di vita, di una vita che ha visto attraversare e che profuma di esperienza, tra malanni e guai scampati.

Lo ascolto, gli sorrido, lo saluto e mi allontano. Adesso quel posto mi racconta qualcosa, mi parla e tutte le volte che penserò alla mia visita in quella Cefalù, penserò anche a lui, al suo bastone e alla sua andatura lenta e soffusa tra i turisti affollati, mischiandosi e camuffandosi per sentirsi anch’egli un viandante.

E poi c’è il viaggio in mare, “il viaggio di mezzo“, quello tra la mia isola, grande, maestosa, immensa, e un’altra isola: Favignana, terra selvaggia e per questo preziosa. Nessun abuso umano, nessuna manomissione: solo terraferma e mare… mare fino a uno stato di perenne abbandono!

Quell’azzurro intenso, quelle macchie di blu, quella perfetta intonazione cromatica che confonde il cielo con il mare, quelle scogliere che sembrano guglie e quegli imponenti faraglioni che emergono dal fondo degli abissi… c’è vegetazione che sgorga, c’è bellezza che trabocca, c’è vita che emerge! Favignana è tutto questo!

E il mio viaggio continua…

Ps: scusate l’assenza, ma ho goduto di tutto questo!

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