Tutti mi credono un folle, ma i veri pazzi siete voi!
In un mondo malato, malato per davvero, dove chi non conta, non conterà mai… dove chi è ai margini, sarà destinato ad esserlo… dove chi fa bene e lo pretende, in cambio ottiene ripugnanti offese… in un mondo malato che mi ha reso malato, sono diventato chi sono, solo grazie a me stesso!

Quando penso a cosa avrebbe potuto dire Joker, alla fine della sua storia, mi vengono in mente queste frasi. Joker in fondo era un malato in un mondo malato, un folle tra i folli, un pazzo in un mondo di commedianti, di ipocriti e buonisti. Un uomo che malgrado tutto, si sforzava di fare andar bene le cose, ma puntualmente la vita gli presentava il conto!
Era destinato ad essere chi era: Un folle!
Mia madre mi diceva sempre di sorridere e mettere una faccia felice. Mi diceva che ho uno scopo: portare risate e gioia nel mondo.

La maschera che indossa è una maschera nel lavoro, così come nella vita. Una maschera felice che nasconde un dolore radicato nel profondo. Una maschera, la sua, che gli permetterà di essere paradossalmente se stesso. Una finzione, un espediente artificioso che suo malgrado lo condurrà alla sua reale natura!
Tutta la sua esistenza d’altronde si rivelerà una finzione, non solo la maschera: la sua nascita, la sua famiglia d’origine, l’affetto morboso di sua madre e per sua madre.
Sua madre stessa è una finzione, i suoi racconti, il suo premuroso riguardo verso il figlio al quale nasconde un passato di menzogne, il suo motto alla vita e l’esortare il figlio a sorridere a questa vita, la stessa che gli ha donato non come dono ma quasi come punizione!
Il sorriso di un uomo, esso stesso sarà finzione! Una risata che a tratti sembra un grido di dolore, troppo cupo e ridondante, colmo di sprezzante, falsa gioia. Non riesce a trattenerlo Joker, in alcuna situazione, quasi come fosse una patologia. E così, infatti, la giustifica alla gente! Ma una patologia non è! Ne avrà il dubbio egli stesso!

E proprio quando arriva a disprezzarsi per le azioni folli che compie inavvertitamente, distrattamente, arriva a compiacersi, arriva a vedersi, vedere il vero sé, la sua vera essenza di uomo folle e allo stesso tempo solo, che è!
Tutto questo lo condurrà alla gloria, quella vanificata e tanto ardita gloria del pubblico, di un pubblico che non lo applaude di certo per benevoli azioni, per simpatiche barzellette e racconti divertenti, per la sua tanto discussa comicità… un pubblico che lo esorta invece ad uccidere, un pubblico che lo esorta alla Follia, perché l’intero mondo è folle!
Ecco che la finzione cede spazio alla realtà, cruda, drammatica, tetra e comunque teatrale; la sua esasperata comicità dà risvolta ad una serie di drammi e la sua natura da uomo folle erge finalmente, in un mondo che adesso lo acclama, lo riconosce come il suo Eroe, come suo simile: un Folle, un giocatore, il vero Joker!

Lacrime miste al sangue, sporche di colore che macchiano un viso scarno dal dolore. Musica mista a melanconica melodia…luci, ritmo ed empatia. Un’emozione! Tutto questo è Joker!
Oscar a Joaquin Phoenix, alla sua impeccabile interpretazione e un applauso al film, al suo regista, alla colonna sonora, alla fotografia sempre puntuale e incisiva, alle tecniche di montaggio e movimenti di macchina…al tutto che ha reso questo film, un vero CAPOLAVORO!

2 anni fa è uscito un altro ottimo cinecomic con protagonista un antieroe, Venom: l’hai visto?
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Non amo i cinecomic, è un mio limite, lo so! Ma Joker è di più di un cinecomic
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Anche Venom è molto più di un cinecomic. Mi piacque così tanto che gli dedicai una recensione: https://wwayne.wordpress.com/2018/10/06/venom/. Grazie per la risposta! 🙂
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