El camino – perché un flop!

Capita spesso di leggere un libro, di amarlo in ogni singola parola, di appassionarsi così tanto alla storia, ai personaggi da desiderare poi di vedere proiettato sullo schermo tutto quello che ci si aspetta, tutto quello per cui si è rimasti fedelmente legati a quelle pagine! Capita spesso la stessa cosa con un film, quando ad esempio si tratta di un remake come il caso di Psyco di Hitchock, di Django di Tarantino e di tantissimi altri film, o quando ad esempio da un film nasce la serie tv, quindi un’estensione della storia, della trama, degli eventi spalmati in più episodi.

Capita spesso che in entrambi casi le comparazioni non risultino dello stesso livello: chi legge il libro sostiene che il film sia lontano anni luce da quelle pagine che avevano appassionato il lettore; chi ha visto un film difficilmente apprezzerà gli altri remake e ancora più difficile che trovi appagamento in una serie tv o viceversa.

Quello che voglio dire insomma è che cadere in un flop dopo il successo di un prodotto mediale di forte impatto, è molto facile! E purtroppo succede spesso.

Potrei elencarvi molti esempi di flop dal mio punto di vista (Gomorra film rispetto alla serie, Romanzo criminale film rispetto alla serie, Psyco remake…), ma un caso recente è stato quello del film El Camino, il sequel di Breaking bad, incentrato stavolta unicamente sulla vita del personaggio di Jesse Pinkman, onore all’attore!

Ho letto diversi articoli su riviste che elogiavano il film e addirittura invogliano a guardarlo! Ma perché? Cosa c’è di interessante in questo sequel da non poterselo proprio perdere? Per me, purtroppo, nulla! Ecco le mie motivazioni:

  • Il ritmo è lentissimo! Si avete letto bene. Se già la visione della serie Breaking bad ci aveva abituati ad un ritmo lontano dall’incalzante e movimentata azione cinematografica, ma che comunque aveva anche un senso rispetto alla suspence o alla comprensione psicologica per così dire, di certi aspetti e personaggi, con El Camino, la lentezza dell’azione incalza, prende proprio campo. Ho addirittura contato i minuti di una scena, ben 13, che per me sono stati infiniti, snervanti e che mi hanno detto ben poco rispetto a come si evolverà il film, anche perché il suggerimento era già palese al primo minuto (mi riferisco alla scena in cui Jesse si reca dal venditore di aspirapolveri).

Nuovi personaggi incombono… mi aspettavo dal sequel di ritrovare un continuum sia con la trama che anche con i personaggi, o con alcuni, che avevano dato un’impronta alla serie. E invece, a parte Jesse, protagonista della pellicola, non vi è un ritorno di personaggi e quindi in qualche modo una restituzione di trama! Jesse si serve di personaggi nuovi per raccontarsi e raccontare il suo futuro. In tal senso trovo interessante solamente il punto di vista in cui viene messa in luce la figura di Tom, con grande spicco psicologico, e interessante anche l‘ultima scena di Jesse e Jane.

Qualcosa che non mi aspettavo? No! Da come finisce Breaking bad mi aspettavo proprio un finale così, come è stato in El Camino, come aveva già predetto il genio del crimine Walter White. Si perché nonostante il rancore per Jesse, le incomprensioni insanabili, le liti, i tranelli di morte, Walter White alla fine ha voluto dare la sua seconda opportunità a Jesse, (anche perché lui non l’avrebbe potuta avere). E salvandolo anche al costo di morire, l’ha salvato davvero! Jesse sale sull’auto e scappa! Cosa ci si aspetta da questo? Che Jesse, che ne ha davvero viste tante, stavolta colga davvero la sua seconda opportunità e rinasca un’altra volta, in un altro luogo, lontano da quel marciume che lo aveva consumato. El Camino non fa altro che riprendere il volere di W.W. e tramutarlo in un film, che però non chiude il cerchio come la serie, ma che lascia Jesse, dopo mille peripezie, in Alaska. Ma saputo questo, non ci dice nient’altro di interessante, di nuovo, di inaspettato!

Jesse si imbruttisce! Un’altra cosa spiacevole per me! Jesse nella serie è sempre stato un ragazzo “pulito”, nonostante la sua vita criminosa. Un ragazzo che non ha mai ceduto le sue emozioni, la sua sensibilità in pasto al crimine, che si è piegato al volere degli altri ma solo se costretto, che non paventata di essere diverso seppur immerso in un mondo peccaminoso! Nel film El Camino, Jesse invece cambia. Forse ne ha viste troppe, e per quello non lo biasimo, ma vedergli impugnare una pistola e sparare a sangue freddo, non è da Jesse!

Insomma… ci sono tanti punti in cui El Camino non soddisfa la mia sete da spettatrice! Se dovessi pensare ad un finale per Jesse, vorrei sicuramente la stessa opportunità che gli viene data nel film, ma evitando tutti i mezzi che impiega per raggiungerla! Snaturare un personaggio, sottrargli quel pezzetto di sacra umanità che aveva nella serie, è stata un’ingiustizia.

In ogni caso… Lunga vita a Jesse Pinkman!

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