Le emozioni tra mascherina Covid e maschera pirandelliana

Un sorriso, a pieno viso o semplicemente accennato, una ruga di troppo, sintomo di un’espressione facciale, un cenno di risentimento o di apprezzamento… chissà cosa si nasconde dietro quella mascherina! E se già ne parlava molti anni fa il nostro Pirandello in altri termini, il concetto di maschera riaffiora ancora di più oggi con l’utilizzo delle “maschere- mascherine”.

È difficile capire cosa vi è dietro, una mascherina che è diventata anche la protezione da noi stessi, dalle nostre espressioni, dalle nostre emozioni e sentimenti, dalla nostra spontanea ingenuità. Uno scudo, che rende intellegibili le nostre emozioni! Perciò diventa sempre più difficile cogliere quello che vi è dietro.

Gioia o dolore, paura o rabbia, allegria o commozione, disapprovazione o disgusto, non ci è dato da sapere! E se per gli adulti, l’interpretazione delle emozioni è diventata una sfida all’ordine del giorno, per i bambini tra 3 e 5 anni è ancora più difficile capire le emozioni che si nascondono sotto le mascherine.

Loro non hanno filtri, non sono abituati a nascondersi, a comporre frasi fatte per la paura di sbagliare, non sono abituati a pensare prima di dire, a pensare prima di agire. Loro non hanno la percezione dell’errore, la sensazione del limite, la paura del pregiudizio. Le loro emozioni sono libere e liberamente incondizionate, sono veloci e fluttuanti come il vento, sono melodiche e terapeutiche… con una sola parola, le loro emozioni sono SINCERE!

I bambini fanno fatica forse a credere che nel mondo gli adulti non sono allo stesso modo e ricercano in questi volti, espressioni di diretta comprensione che intravedono tra i loro pari. Con le mascherine-maschere è tutto più difficile.

In ambienti per esempio come la scuola, l’asilo, dove il rapporto umano è alla base dello scambio comunicativo e formativo, come può un bambino precludersi la possibilità di apprendere appieno ciò che dovrebbe?

L’uso di mascherine in contesti in cui si ha a che fare con bambini sotto i 5 anni, dovrebbe essere limitato o ridimensionato a certi standard di mascherine, per esempio quelle trasparenti, (come avevano suggerito già l’OMS e Unicef), dal momento che in quella fascia di età si sviluppano importanti competenze emotive. Competenze che però rimangono un po’ interdette per vie di questo scudo che offusca la leggibilità dei volti e delle espressioni che in esso si configurano ogni istante.

Riflessioni, queste, lecite in un momento come questo… in un momento in cui io ho la fortuna di incontrare tutti i giorni i loro occhi, di incrociare i loro sguardi, di soffermarmi sulle loro emozioni. Hanno tanto da insegnarci! Tutto! Potessi mi fermerei a osservarli e come SKinner o Piaget, iniziare ad appuntarmi ogni cosa, per non tralasciare tracce di significato. La loro sincerità e spontaneità ci e mi insegna tanto!

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